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Rivendite e Pellagra

Nel nostro Paese Il sale è stato per anni una privativa dello Stato ed era venduto al pubblico dai rivenditori di privative ovvero i tabaccai e “…il rivenditore è obbligato essere costantemente provvisto di tutte le qualità di sali, come da prospetto di scorta rilasciato dalla Intendenza di Finanza…”.

A differenza del Chinino di Stato, il sale si trovava già in rivendita quando la Pellagra (malattia gravissima che flagellò le popolazioni contadine, dovuta ad un regime alimentare carente di vitamine del gruppo B) cominciò a colpire l’Italia, prevalentemente al Nord.

Che ruolo ebbero i tabaccai in tutto questo?
Vennero chiamati a svolgere un servizio sociale per conto del Governo: distribuire gratuitamente ai pellagrosi poveri registrati il sale necessario alla loro alimentazione. Le rivendite si ritrovarono anche in questo caso al servizio dello Stato. Un controllo serrato dell’Intendenza di Finanza richiamava i tabaccai ad una rigorosa osservanza delle norme. Doveva reprimere ogni possibile frode da parte del rivenditore applicando, nei casi accertati di violazione della legge, punizioni disciplinari o addirittura le disposizioni punitive del contrabbando.

La rivendita svolgeva il suo compito sociale, verificando i certificati dei pellagrosi, accertando la quantità prelevabile in un anno, compilando numerosi moduli, timbrando buoni delle levate che non potevano mai superare i cinque chilogrammi.

Che il ruolo sociale dei tabaccai in questo contesto fosse delicato e importante lo testimonia un brano di una circolare della Direzione Generale delle Gabelle e delle Privative: “…Nell’occasione i signori intendenti indicheranno ai Sigg. Ufficiali Sanitari dei Comuni, dove esistono più Rivendite di generi di privativa, la Rivendita da designarsi pel ritiro del sale, prescegliendo quella che si presenta più adatta per la ubicazione ed il cui esercente offra sufficienti garanzie di disimpegnare il servizio lodevolmente, dovendo farsi, per la natura del servizio, molto assegnamento sulla onestà scrupolosa e sulla diligenza del Rivenditore, a più efficace tutela dei pellagrosi poveri e degli interessi dell’Erario. Quante volte però, giusta le facoltà previste dall’art. 47 del Regolamento, qualche famiglia pellagrosa designasse altra Rivendita, l’Ufficiale Sanitario, quando ne riconosca fondati i motivi, potrà indicarla nel certificato...”.

Nonostante questo lento e progressivo decremento della malattia, per molti anni nelle relazioni di bilancio dell’Azienda dei Sali continuò ad essere stampata una tabella che indicava le quantità di sale distribuito ai pellagrosi poveri, almeno fino al 1933.
Dal 1934 in poi non venne registrata più alcuna distribuzione di sale, segno inconfondibile che la malattia era stata definitivamente sconfitta.

I tabaccai, riposti timbri e bollettari per la Pellagra, continuarono a vendere il sale, soprattutto quello da cucina, che fece la sua apparizione in rivendita nei primi anni ‘30, registrando un grande successo di pubblico e di vendite.

 

La vendita del sale sfuso

Per la vendita del sale esistevano precise regole da seguire nella pesatura e nel confezionamento. La regola di base era che il sale al momento della vendita andava pesato senza carta, quando il compratore stesso provvedeva al trasporto; altrimenti, bisognava seguire le indicazioni dell’Autorità comunale. In questo caso, se era stata stabilita la quantità ed il peso minimo della carta per avvolgere le sostanze alimentari, tali norme dovevano essere osservate anche dai rivenditori.

In assenza di regolamento, i rivenditori erano tenuti a “…non involgere il sale in carta sudicia, colorata, con sostanze nocive, stampata o manoscritta o che ecceda nel peso di un grammo per ogni decimetro quadrato o sia sproporzionata in estensione alla quantità di sale che deve contenere...”.

 

Trasporto e conservazione del sale in rivendita

Il trasporto del sale è sempre stato un onere a carico dei rivenditori che lo dovevano trasportare dal magazzino di vendita sino alla tabaccheria. Con qualsiasi mezzo e correndo qualsiasi rischio. A fronte di questo, lo Stato pagava un'indennità ai tabaccai.

Da sempre il confezionamento del sale avveniva in grossi sacchi di juta chiusi alla loro estremità con un semplice spago. Un confezionamento scomodo e rischioso, con il quale si perdeva molto sale perché i sacchi si rompevano durante il percorso. In alcune foto dell’epoca si vedono le donne che rammendano i sacchi che poi gli uomini, a dorso di mulo, portavano fino in rivendita.

Bilancia pesa sale

Bilancia pesa sale

Bilancia pesa sale
Sale sfuso

Sale sfuso

Sale sfuso
Confezione sale

Confezione sale

Confezione sale
Confezione sale

Confezione sale
Astuccio da 1 kg di sale Candor alimentare fino degli anni ‘70, proveniente da giacimenti salini sotterranei italiani.

Confezione sale
Confezione sale

Confezione sale

Confezione sale
Confezione sale

Confezione sale
Spargitore da 250 g di sale Candor alimentare iodato fino proveniente dalle saline di Volterra, anni ‘70.

Confezione sale
Confezione sale

Confezione sale

Confezione sale
Confezione sale

Confezione sale

Confezione sale
Raccolta del sale 1910

Raccolta del sale 1910
Raccolta del sale e formazione dei cumuletti 1910. Fonte AAMS.

Raccolta del sale 1910
Trasporto del sale 1910

Trasporto del sale 1910
Fonte AAMS.

Trasporto del sale 1910
Salina Cagliari 1910

Salina Cagliari 1910
Fonte AAMS

Salina Cagliari 1910
Salina Cagliari 1910

Salina Cagliari 1910
Accumulamento mecanico del sale con elevatori. Fonte AAMS.

Salina Cagliari 1910
Salina Cagliari 1910

Salina Cagliari 1910
Rollone - motori a gas. Fonte AAMS.

Salina Cagliari 1910
Salina Cervia 1914

Salina Cervia 1914
Magazzino sale Torre. Fonte AAMS.

Salina Cervia 1914
Salina Cervia 1930

Salina Cervia 1930
Magazzino sale Darsena. Fonte AAMS.

Salina Cervia 1930
Salina Volterra 1930

Salina Volterra 1930
Confezione sale. Fonte AAMS.

Salina Volterra 1930
Salina della Giuliana 1930

Salina della Giuliana 1930
Inaugurazione delle Salie della Giuliana. Fonte AAMS.

Salina della Giuliana 1930
Salina di Lungro 1930

Salina di Lungro 1930
Fonte AAMS

Salina di Lungro 1930
Salina di Tarquinia 1930

Salina di Tarquinia 1930
Macinazione assenzio. Fonte AAMS.

Salina di Tarquinia 1930
Trasporto sale via mare 1935

Trasporto sale via mare 1935
Fonte AAMS.

Trasporto sale via mare 1935
Vecchi mezzi di trasporto

Vincenzo Dibisceglia alla guida del suo carretto con il quale trasportava un po’ di tutto

Vecchi mezzi di trasporto
Licenza per il sale pastorizio

Licenza per il sale pastorizio del 1 febbraio 1952

Licenza per il sale pastorizio