Fiammiferi


I fiammiferi e l’aggio

Il fiammifero è uno dei primi prodotti che agli inizi del Novecento entra in rivendita.
L’invenzione, datata 1827, è attribuita al droghiere inglese John Walker e ben presto i “fuscelli solforati” arrivano anche in Italia.
Nel 1915, con il Regio Decreto n. 1090, viene stabilito che la vendita dei fiammiferi è affidata al Ministero delle Finanze, Direzione Generale delle Privative.
Il monopolio della vendita dei fiammiferi entra in vigore il 1 gennaio 1916.
La vendita all’ingrosso è affidata unicamente agli uffici preposti mentre ai tabaccai è riservata la vendita esclusiva dei cerini e dei fiammiferi cosiddetti di lusso.
Successivamente, il 1 giugno 1923, il monopolio viene abolito.
Il Regio Decreto n. 560 prevede la costituzione a Roma di un Consorzio tra le fabbriche (CIF), a cui è affidata la produzione e la vendita dei fiammiferi.
Viene stipulata una convenzione tra lo Stato e il Consorzio Industrie Fiammiferi, che si occuperà del commercio dei fiammiferi nel Regno attraverso i rivenditori generi di monopolio.
Con l’entrata in vigore della concessione al Consorzio, il Ministero delle Finanze riduce l’aggio di vendita per i rivenditori dal 7 al 5,50%.
Oltre 200 tabaccai della Capitale si riuniscono a Roma in assemblea generale e votano il seguente ordine del giorno: “L’Assemblea generale dei rivenditori di generi di monopolio, preso atto della costituzione del Consorzio per l’abolizione del monopolio di Stato, poiché il Consorzio, non contento di realizzare ingentissimi guadagni sulla fabbricazione, riducendo ancora di più i magri utili del rivenditore, portando l’aggio dal 7 per cento al 5,50 per cento, delibera di domandare che l’aggio dei fiammiferi venga portato dal 7 al 10 per cento, aumento consono al maggior costo della vita, poichè il rivenditore non intende seguitare il proprio sacrificio a vantaggio degli speculatori, sospende la vendita dei fiammiferi appena il servizio di distribuzione venga assunto dal Consorzio”.
Il Consorzio Industrie Fiammiferi registra subito un clamoroso insuccesso.
Avrebbe infatti dovuto servirsi degli stessi organi di vendita utilizzati dal Monopolio, i cosiddetti uffici di vendita e, solo in caso di rinuncia da parte di quest’ultimi, avrebbe potuto affidarsi a rappresentanti scelti dal Consorzio stesso.
Invece affida da subito la rappresentanza a persone diverse dagli uffici, assegnando loro vaste aree di intervento, senza tenere in alcuna considerazione quegli uffici di vendita che avevano accettato, quale condizione necessaria per assumere la rappresentanza del Consorzio stesso, il pagamento anticipato dei prodotti.
Questo atteggiamento si ripercuote sull’attività dei rivenditori che hanno modalità di richieste farraginose e tempi di consegna molto lunghi, con aumento dei costi (marche da bollo, spese postali, trasporto fino alla rivendita etc…).
Iniziano così a scarseggiare i fiammiferi.
Quindi, a seguito al malcontento e alle agitazioni promosse in tutta Italia, il Consorzio Industrie Fiammiferi  ripristina l’aggio al 7%.
I rivenditori, inoltre, hanno diritto al rimborso della differenza per i prelevamenti effettuati fino a quel momento, con l’aggio al 5,50%.
Nel corso degli anni la questione sull’aggio impegna più volte la FIT, come nel 1972 quando, durante l’Assemblea Nazionale, alla presenza dell’allora Presidente del Consiglio dei Ministri Giulio Andreotti, viene richiesto a gran voce l’aumento sull’aggio.
Successivamente, nel 1992, viene deciso l’aumento dell’aggio in due fasi.
Il Ministero delle Finanze firma infatti il Decreto n. 129 che determina un aumento dell’aggio dal 1 luglio 1992  (9,50%) e dal 1 luglio 1993 (10%).


Ermanno Tunesi e la SAFFA

Al confine occidentale con Milano, sorge Boffalora sopra Ticino.
La sua parte centrale è attraversata dal Naviglio Grande (canale navigabile dell’Italia settentrionale, situato in Lombardia. NdR) e nella parte periferica dal Ticino.
Ed è proprio vicino a questo fiume che si snoda la storia della SAFFA - Società Anonima Fabbriche Fiammiferi e Affini, aperta a Milano nel 1871 dall’industriale Giacomo De Medici.
Nel giro di qualche anno, la fabbrica cresce e De Medici decide di rilevare dal Regio Demanio l’ex dogana austriaca di Ponte Nuovo, frazione in gran parte posta sotto il comune di Magenta e in piccola parte, appunto, affidata all’amministrazione di Boffalora sopra Ticino.
Qui, ancora oggi, è possibile ammirare parte dell’immensa produzione SAFFA e respirare un po’ l’atmosfera di una fabbrica che per molti anni ha prodotto un oggetto che, una volta, era presente in tutte le case e in tutte le tabaccherie: il fiammifero.
Il merito è di Ermanno Tunesi, dipendente della SAFFA dal 1961 fino al 2002, quando la fabbrica viene ufficialmente dichiarata chiusa in ogni sua parte produttiva.
Grazie a lui, adesso parte di quel prezioso tesoro appartiene all’Archivio Storico FIT, a cui l’ha donato.
Non solo bozzetti, scatole e pubblicità, ma preziose curiosità legate alla lavorazione e alla commercializzazione dei cerini e dei fiammiferi…
“La figura sulle scatole è sempre stata chiamata vignetta e la scelta dei soggetti da rappresentare ha sempre avuto un forte valore didascalico - racconta - non a caso, la scatoletta di fiammiferi era il veicolo pubblicitario più sicuro perché era destinato alla cucina e, quindi, arrivava dentro alle case di tutti!
In un primo momento, le scatole erano neutre e le etichette venivano incollate sopra. Soltanto successivamente, grazie alla cromolitografia
(stampa litografica a colori, ottenuta per sovrapposizione di immagini di colore diverso incise su pietre diverse, una per ogni colore. NdR), hanno iniziato a stampare direttamente sul cartone.
Il primo sistema per stamparle è infatti costituito dalla cosiddetta pietra litografica, una pietra molto dura disponibile in cinque colori, tutti al naturale. Era un eccezionale lavoro d’incisione!”.

E poi c’erano le candelette “che si accendono come fiammiferi e che venivano utilizzate come un’abat jour (lampada da comodino. NdR). Venivano chiamate ‘scendi scala’ perché servivano ad illuminare le scale man mano che si scendevano”.
Oppure le panierine, cioè gli espositori distribuiti ai tabaccai per mettere in esposizione i fiammiferi.
“A differenza degli altri marchi, la SAFFA ha creato tutto ed era sempre al passo con le novità. Ad esempio, producevano dei fiammiferi unicamente per i collezionisti. Non venivano messi in vendita ma li utilizzavano soltanto come omaggi natalizi per i clienti speciali”.

 

Tariffario fiammiferi

Tariffario fiammiferi
Tale documento, datato 23 novembre 1933, stabilisce i prezzi di vendita dei fiammiferi al pubblico. Tre le tipologie menzionate: i fiammiferi di cera; quelli di legno paraffinati e quelli di legno solforati.
 

Tariffario fiammiferi
Fiammiferi di lusso 1936

Fiammiferi di lusso 1936
“I fiammiferi di lusso che il pubblico gradisce e che il tabaccaio deve offrire”.
Con questo slogan, nel 1936, viene pubblicizzato questo bossolo di 100 fiammiferi a capocchia multicolore “distinto ornamento delle scrivanie e dei tavoli da salotto”, venduto in tabaccheria a Lire 0.60.

Fiammiferi di lusso 1936
Fiammiferi

Fiammiferi

Fiammiferi
Fiammiferi

Fiammiferi

Fiammiferi
Fiammiferi \

Fiammiferi "Propaganda" 1936
Il pacchetto “Propaganda” tipo famiglia in vendita, nel 1936, a Lire 2,50.

Fiammiferi "Propaganda" 1936
Fiammiferi “Candelette”

Fiammiferi “Candelette”
Si accendevano come fiammiferi e venivano utilizzati come un’abat jour.
Venivano chiamati anche  “scendi scala” perché servivano ad illuminare le scale man mano che si scendevano.

Fiammiferi “Candelette”
Fiammiferi

Fiammiferi

Fiammiferi
Fiammiferi

Fiammiferi

Fiammiferi
Fiammiferi Minerva Saffa Magenta

Fiammiferi
Minerva Saffa Magenta serie Carabinieri

Fiammiferi Minerva Saffa Magenta
Fiammiferi argentati happy new year

Fiammiferi argentati happy new year

Fiammiferi argentati happy new year
Fiammiferi

Fiammiferi

Fiammiferi
Fiammiferi \

Scatolina di fiammiferi "Auguri"

Fiammiferi "Auguri"
Fiammiferi controvento

Pacchetto da 30 fiammiferi controvento, prodotto da Saffa.

Fiammiferi controvento
Fiammiferi FIT

Fiammiferi FIT

Fiammiferi FIT
Fiammiferi Gauloises

Fiammiferi Gauloises

Fiammiferi Gauloises
Fiammiferi Marlboro Racing France

Fiammiferi Marlboro Racing France

Fiammiferi Marlboro Racing France
Fiammiferi Pall Mall

Fiammiferi Pall Mall

Fiammiferi Pall Mall
Fiammiferi Pall Mall Export

Fiammiferi Pall Mall Export

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Fiammiferi Philip Morris

Fiammiferi Philip Morris

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Fiammiferi Titian\'s paintings

Fiammiferi Titian's paintings

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