Culot
L’arte di annerire la pipa
Il Cannocchiale/Lucchetti Editore, Bergamo
Aprile 1991
144 pagine


Un vero e proprio trattato scritto nell’Ottocento che, finora, aveva avuto una sola edizione senza indicazione di data (1862? 1865? 1870?).
Dopo secoli in cui è stato nascosto tra le rarità bibliografiche, ha conosciuto una nuova pubblicazione, in cui prefazione e traduzione portano la firma di Gianni Buttafava.
Nella Parigi del Secondo Impero la pipa si impone sul mercato dei consumi voluttuari, surclassando il sigaro e creando una folla di accaniti fumatori, per i quali il vizio si trasforma in arte.
Ed ecco che il culottage, la tecnica che fa acquisire alla pipa, in gesso o in schiuma, una colorazione giallina prima, poi marrone e infine ebano, diviene una mania collettiva.
Curiosità: Culot, che si significa “faccia tosta” è uno pseudonimo.
La vera identità dell’autore, indubbiamente un letterato del suo tempo, è ancora ignota.

L’arte di annerire la pipa